Per capire la mentalità dell'uomo contemporaneo non serve studiare la storia, basta leggere il viaggio dell'eroe, la matrice di tutte le storie che hanno raggiunto le persone che vivono in zone provviste di cinema e televisione. La cultura non è più formata da letture di formazione, aristocratica o borghese che sia, postmoderna o underground che sia, no, la cultura maggioritaria è stata costruita da racconti fondati sul viaggio dell'eroe, veicolati per mezzo di fumetti, serie tv, film. La figura stessa dell'eroe si è trasformata per aderire alle esigenze del copione, passando dal santo martire o dal soldato coraggioso al prescelto dal fato, dal destino, dalla genetica. Si è passati dal sacrificio altruista e volontario alla vittoria del più dotato, il migliore che si assume le responsabilità e i doveri di un ruolo di guida e sostegno (vedi spiderman: un grande potere dà grandi responsabilità). Lo schema si adatta alla perfezione all'etica protestante (dove se vai all'inferno è perché sta scritto nel tuo dossier celeste fin dall'inizio dei tempi, dove se sei più forte hai il dovere di comportarti da più forte senza vergognarti della tua forza), e si adatta anche agli USA come superpotenza mondiale in grado di imporsi per vedere affermarsi ovunque il proprio stile di vita improntato sulla democrazia e sul benessere diffuso della classe media.
Questa è la fotografia della civiltà occidentale nel XXI secolo. Africa, asia, oriente, lì il discorso si sporca di localismi e infezioni culturali ma comunque l'intero mondo gravita attorno al nucleo puro della cultura occidentale, come è da sempre, dai tempi di greci arabi e romani. L'incongruenza del teorema che ipotizza la crescita economica infinita è esplosa anzitempo e creando grossi squilibri ovunque con l'ingresso di miliardi di cinesi con redditi prossimi allo zero nel sistema economico globale. Perfino in sperdute isolette del pacifico è arrivata la cartamoneta e gli abitanti vendono le proprie risorse in cambio di pezzi di carta da scambiare con televisori coreani, t-shirt colorate, attrezzi fatti di buon vecchio acciaio americano. Cercare di fermare tutto questo è come spegnere il sole con lo sputo. Anche semplicemente rallentare è un tentativo che suona ridicolo a chiunque abbia un minimo di conoscenza approfondita e concreta del mondo e del suo funzionamento. La cultura si diffonde mediante le informazioni, così come le specie animali si diffondono mediante i trasporti. Abbiamo nutrie canadesi in europa, zanzare indocinesi nel mediterraneo, pesci siluro russi in francia, pesci persici in italia, pesci sudamericani nel mississippi. Gli animali si diffondono in nuovi ambienti e li colonizzano, distruggendo le specie autoctone. Allo stesso modo la cultura più forte distrugge quelle più deboli.
La cultura più forte è senza dubbio quella che si diffonde meglio, che si riproduce più rapidamente, che si adatta con maggiore dinamismo. Torniamo al viaggio dell'eroe. Stiamo parlando dell'equivalente della vita eterna promessa dal cristianesimo, del paradiso in terra promesso del comunismo, stiamo parlando della versione 3.0 del desiderio di qualunque essere umano. Per capire meglio vediamo come si è sviluppato nel tempo il concetto di ricco, il grande signore, il miliardario, il potente, il re. All'inizio era esempio di saggezza e dispensatore di giustizia e comandante di eserciti. Potremmo scrivere libri sulla concezione dell'autorità nei tempi antichi. Poi è diventato signorotto locale, un po' vanesio, peccatore, afflitto da problemi struggenti, tutta paccottiglia fornitaci dal romanticismo nel quale ancora viviamo. Noi siamo ancora romantici e continueremo a esserlo fino a quando ci lasceremo alle spalle lo schema in tre atti nel quale si articola il viaggio dell'eroe. Quando analizziamo un qualsiasi problema o situazione noi usiamo questa apparecchiatura mentale che si chiama cultura e che, in questo momento storico, su quasi tutto il pianeta, si rifà al romanticismo (che non è languore sentimentale ma tutta una serie di argomentazioni filosofiche, morali, artistiche) e al viaggio dell'eroe.
Torniamo al miliardario, emblema del successo e del potere. Siamo partiti dal re che somministra giustizia e sconfigge i nemici (paternalismo del conquistatore pre-romantico) principe che tutte le ragazze vorrebbero sposare (versione romantica). Siamo passati alla regina vittoriana che amministra con efficacia (maternalismo dell'eguaglianza pre-moderna) all'industriale studioso e filantropo che aiuta bambini bisognosi (versione romantica). Siamo giunti al miliardario attuale che sfrutta manodopera a basso costo e si arricchisce inquinando il mondo alla faccia di miliardi di persone che muoiono di fame (il rigetto dell'organo produttivo che ti mantiene in vita e dei medicinali che ti guariscono quando sei malato, come l'idea della morte quando sei giovane: non esiste, non fa paura, è lontana) da affiancare alla (versione romantica) fama da patheon del cantante famoso che si batte per i diritti e contro le malattie, il genio del computer che ha fatto prevalere la propria intelligenza sul mare di desolazione che promana da un'umanità composta quasi del tutto da idioti, consumatori/elettori/soldati utli alla causa che si possono benissimo sacrificare sull'altare di grandi obiettivi. E come la figura del 'ricco' potrei citare molte altre figure, come a estrarre carte da un mazzo di tarocchi: il santo, il furbo, il pedone e la pedina, il malato fisico e il malato mentale, e via dicendo.
Cosa c'entra il viaggio dell'eroe? È la chiave per comprendere tutto quello che vi circonda, ecco cosa c'entra. Perfino le manifestazioni in piazza di chi non trova soddisfacente rivolgersi ai propri rappresentanti eletti democraticamente e preferirebbe una specie di democrazia diretta con voto popolare telematico so ogni singolo provvedimento (non me lo invento, c'è gente che recita il suo credo religioso dentro a chiese laiche di tutti i tipi), oppure che protesta perché non ci sono proposte condivisibili di buon senso oppure perché ci sono proposte che richiedono drastici e rovinosi interventi e vengono o non vengono adottate. Perfino le mode e come la gente si sente è comprensibile leggendolo col filtro del viaggio dell'eroe. Perché da sempre l'uomo imita un modello, lo fa come singolo da quando nasce e lo fa come gruppo quando è adulto. Modelli, ecco cosa offre la cultura, modelli per fabbricare il ricco, il santo, il furbo, istruzioni per costruire un uomo con l'insieme di caratteristiche specifiche in grado di garantirgli la definizione cui ambisce. L'essere umano vuole essere accettato, rispettato, invidiato, desiderato, imitato, osannato, obbedito. Vuole essere nutrito, guarito, salvato, servito. Sono cose che non cambieranno mai.
L'eroe un tempo salvava il villaggio uccidendo cento guerrieri nemici, poi si lasciava uccidere pur di non perdere la propria integrità morale, poi si avventurava nella giungla o altra azione temeraria in nome della scienza, in seguito andava in aiuto dei ribelli o dei rivoluzionari per combattere il potere costituito e provocare la rivoluzione (vista come passo che avvicina a una società ideale, al progresso indirizzato alla perfezione ideale incarnata nel modello capitalismo protestante USA o nell'ormai ex modello comunismo ateo URSS), oggi cos'è l'eroe? Questa è la domanda che vi pongo stamattina. L'eroe descritto nel viaggio, che è poi quello hollywoodiano e disneyano, diventa eroe quando il mondo gli crolla addosso e lui decide di reagire e di vincere a qualsiasi costo. L'eroe dei nostri tempi non si sa cosa fa dopo, quando ha ucciso il mostro, quando torna a casa ferito e con i postumi di una sbronza di adrenalina. Perché è così che vi sentite quando chiudete il libro, finisce il film, si spengono le luci e gli altoparlanti, con gli effetti di un post coito conto terzi, l'immedesimazione da epos e da eros che vi nobilita di rimando, per contaminazione, per aggregazione, per consenso e spirito di partecipazione. Oggi anche gli eroi sono finti, sono eroi di plastica.
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lunedì 3 ottobre 2011
mercoledì 8 giugno 2011
Una donna sola al comando.
Ogni tanto ricevo email come questa
"Ciao, mi chiamo Salim, ho visitato il tuo profilo in questo sito ha ottenuto il mio interesse!, ho amato e spero che possiamo essere buoni amici, o più di un friend. you può contatto me con il mio indirizzo e-mail. I sarà in attesa di ricevere la gentile risposta più presto, per cui io possa inviare le mie foto, vi prego di contattarmi qui con l'amore dal tuo cuore, hanno un giorno molto grande."
sono messaggi, voglio sperare, prodotti da organizzazioni più o meno criminali che gravitano nell'ambiente della prostituzione, della pornografia, delle agenzie matrimoniali, della tata per la nonna che magari fa servizi extra, insomma tutto può essere tranne che Salim incappi in me su internet e decida di scrivermi una mail del genere.
Mi è venuta in mente una cosa: perché se una donna riceve mail a sfondo sessuale si presume un maniaco e se le riceve un uomo invece si deve sentire lusingato? Perché io non mi sento lusingato, mi sento minacciato. Sarò paranoico ma queste cose mi fanno un po' paura. Se davvero fossi entrato nel mirino di Salim l'unica cosa da fare sarebbe avvisare le forze dell'ordine per controllare che non sia un pazzo maniaco assassino che sceglie le sue vittime su internet. Ma un uomo no, un uomo deve correre a verificare che esista la possibilità concreta di fare sesso con qualcuno. Il teorema è questo, specialmente in culture arretrate e in paesi malati, ovvero che l'uomo deve essere cacciatore e fare più prede possibile, come nelle isolette del mediterraneo che sparano a tutti gli uccelli di passaggio per il puro gusto di farlo, per tradizione, per virtuosismo. Se sei uomo uccidi e scopi e ti metti in mostra, se sei donna tieni gli occhi aperti, ti mimetizzi, cerchi di scamparla.
Il maschio subisce una discriminazione al contrario che implica diverse conseguenze. Per esempio leggevo un pezzo su un blog che parlava di regole per la sicurezza dei figli, in particolare c'era questo suggerimento: nel caso si smarrissero in un luogo pubblico, come per esempio al supermercato, di rivolgersi subito alla donna più vicina, meglio se una donna con bambini, evitare di rivolgersi a uomini. Ho inviato un commento chiedendo la ragione mi hanno risposto che si sa che gli uomini sono violenti, che la probabilità di incontrare un pedofilo sono più alte, che insomma i bambini sono vittime potenziali degli adulti. Come se parlassimo di leoni, i quali si sa che hanno la discutibile abitudine di uccidere i cuccioli sia propri che altrui. E invece nella nostra cultura l'uomo è classificato come pericoloso a prescindere. Nella realtà è l'unica fonte di reddito della famiglia, in caso di divorzio paga gli alimenti e la casa viene assegnata alla donna, non ha mai picchiato nessuno tanto meno moglie e figli, insomma è una bravo cittadino/marito/padre che ha la grave colpa di essere nato uomo.
Come questa faccenda dell'allattamento. Ci stanno facendo una testa così per fare in modo che le donne allattino e la cosa, vedi quanto è assurda la realtà?, è vista come una conquista femminista. Negli anni della contestazione le donne moderne salutavano con urla di giubilo il biberon come strumento di libertà e di emancipazione dal ruolo costruito sul sessismo machista e sciovinista, adesso protestano perché non tutti i locali pubblici sono entusiasti di vedere una mamma sfoderare una tetta e ficcarla in bocca all'infante. Non scatta la hola e l'applauso quando la madre apre la finestrella del reggiseno facilitato da puerpera (certo che me ne intendo di lattanti, forse un padre non può capirne di neonatologia per deficienza genetica?) e va avanti a telefonare o bere il cappuccio come se una parte di sé non finisse in questo preciso momento sotto forma semiliquida nella bocca di un altro individuo parecchio affamato. Che poi se chiedi di scaldare il biberon ti guardano strano lo stesso ma almeno non ti viene il dubbio che un mucchio di curiosi ti stiano fissando di nascosto il petto.
Non dipende in fondo né dai maschi né dalle femmine, entrambi i sessi vanno d'accordo quando si tratta di nutrire pregiudizi. Ci sono delle differenze insuperabili e scientificamente dimostrabili, ma quando si tratta di relazionarsi, di valutare costi benefici, di esercitare il potere, di raggiungere posizioni di supremazia relativa, di ottenere risultati anche a scapito dei risultati altrui, sono tutti casi in cui il peso delle differenze concrete si riducono parecchio e, viceversa, aumentano di importanza le differenze culturali, quelle che trovano giustificazione in scelte giuridiche e comportamenti ritenuti normali. Le differenze più ingiuste non sono infatti connaturate ai muscoli o al cervello, sono piuttosto consuetudini e tradizioni, le affermazioni che appaiono immediatamente condivisibili ma che analizzate a fondo si rivelano tutt'altro che vere. Sono fenomeni culturali di massa che tendono all'autoconferma, come le previsioni irrazionali sui mercati azionari, come il terrore che la banca fallisca spinge tutti a prelevare i contanti e questo fa fallire davvero la banca che altrimenti non sarebbe fallita, come l'annuncio pubblico di epidemie che poi non avvengono grazie a comportamenti di prevenzione che il panico stesso ha provocato.
Allo stesso modo abbiamo uomini che si conformano all'uomo platonico proposto dalla società in cui vive e la cui ombra viene proiettata nella grotta dell'inconscio collettivo e donne che si aspettano che gli uomini lo facciano. Se un uomo non si adatta sia gli altri uomini che le donne non o considerano vero uomo, se si applica invece gli altri uomini lo considerano adeguato alle aspettative femminili e le donne lo ritengono pietosamente troppo uomo nel modo in cui si perdona una colpa involontaria. Anche se il costo è così alto da indurre un bambino a diffidare e temere un qualsiasi uomo adulto, (e il se stesso maschio che diventerà crescendo, non sto dicendo che diventa gay o violento, e il se stesso femmina da grande continuerà a temere il maschio, non sto dicendo che diventa lesbica o sottomessa). Lo stesso vale per le donne, che altrimenti si rifiuterebbero di pitturarsi la faccia e spaccarsi i piedi sui trampoli, altro che allattamento al seno. E i maschi starebbero a casa a spendere l'assegno di alimenti (per ora l'uomo sta solo cedendo poltrone in politica e nei cda, prima per legge, le quote rosa, come i posti riservati ai disabili, ora per convenienza, come si compra la macchina al figlio per impedire che usi sempre la nostra), è tutto da dimostrare che il casalingo sia un lavoro più pesante del camionista, del muratore, del vaccaro, del minatore, mica tutti hanno un lavoro impiegatizio di tutto riposo, un impiego di concetto si diceva una volta. E poi c'è chi si stupisce che l'istituzione famiglia è andata a ramengo, che non si sposa più nessuno, che i giovani sono confusi e sbandati.
"Ciao, mi chiamo Salim, ho visitato il tuo profilo in questo sito ha ottenuto il mio interesse!, ho amato e spero che possiamo essere buoni amici, o più di un friend. you può contatto me con il mio indirizzo e-mail. I sarà in attesa di ricevere la gentile risposta più presto, per cui io possa inviare le mie foto, vi prego di contattarmi qui con l'amore dal tuo cuore, hanno un giorno molto grande."
sono messaggi, voglio sperare, prodotti da organizzazioni più o meno criminali che gravitano nell'ambiente della prostituzione, della pornografia, delle agenzie matrimoniali, della tata per la nonna che magari fa servizi extra, insomma tutto può essere tranne che Salim incappi in me su internet e decida di scrivermi una mail del genere.
Mi è venuta in mente una cosa: perché se una donna riceve mail a sfondo sessuale si presume un maniaco e se le riceve un uomo invece si deve sentire lusingato? Perché io non mi sento lusingato, mi sento minacciato. Sarò paranoico ma queste cose mi fanno un po' paura. Se davvero fossi entrato nel mirino di Salim l'unica cosa da fare sarebbe avvisare le forze dell'ordine per controllare che non sia un pazzo maniaco assassino che sceglie le sue vittime su internet. Ma un uomo no, un uomo deve correre a verificare che esista la possibilità concreta di fare sesso con qualcuno. Il teorema è questo, specialmente in culture arretrate e in paesi malati, ovvero che l'uomo deve essere cacciatore e fare più prede possibile, come nelle isolette del mediterraneo che sparano a tutti gli uccelli di passaggio per il puro gusto di farlo, per tradizione, per virtuosismo. Se sei uomo uccidi e scopi e ti metti in mostra, se sei donna tieni gli occhi aperti, ti mimetizzi, cerchi di scamparla.
Il maschio subisce una discriminazione al contrario che implica diverse conseguenze. Per esempio leggevo un pezzo su un blog che parlava di regole per la sicurezza dei figli, in particolare c'era questo suggerimento: nel caso si smarrissero in un luogo pubblico, come per esempio al supermercato, di rivolgersi subito alla donna più vicina, meglio se una donna con bambini, evitare di rivolgersi a uomini. Ho inviato un commento chiedendo la ragione mi hanno risposto che si sa che gli uomini sono violenti, che la probabilità di incontrare un pedofilo sono più alte, che insomma i bambini sono vittime potenziali degli adulti. Come se parlassimo di leoni, i quali si sa che hanno la discutibile abitudine di uccidere i cuccioli sia propri che altrui. E invece nella nostra cultura l'uomo è classificato come pericoloso a prescindere. Nella realtà è l'unica fonte di reddito della famiglia, in caso di divorzio paga gli alimenti e la casa viene assegnata alla donna, non ha mai picchiato nessuno tanto meno moglie e figli, insomma è una bravo cittadino/marito/padre che ha la grave colpa di essere nato uomo.
Come questa faccenda dell'allattamento. Ci stanno facendo una testa così per fare in modo che le donne allattino e la cosa, vedi quanto è assurda la realtà?, è vista come una conquista femminista. Negli anni della contestazione le donne moderne salutavano con urla di giubilo il biberon come strumento di libertà e di emancipazione dal ruolo costruito sul sessismo machista e sciovinista, adesso protestano perché non tutti i locali pubblici sono entusiasti di vedere una mamma sfoderare una tetta e ficcarla in bocca all'infante. Non scatta la hola e l'applauso quando la madre apre la finestrella del reggiseno facilitato da puerpera (certo che me ne intendo di lattanti, forse un padre non può capirne di neonatologia per deficienza genetica?) e va avanti a telefonare o bere il cappuccio come se una parte di sé non finisse in questo preciso momento sotto forma semiliquida nella bocca di un altro individuo parecchio affamato. Che poi se chiedi di scaldare il biberon ti guardano strano lo stesso ma almeno non ti viene il dubbio che un mucchio di curiosi ti stiano fissando di nascosto il petto.
Non dipende in fondo né dai maschi né dalle femmine, entrambi i sessi vanno d'accordo quando si tratta di nutrire pregiudizi. Ci sono delle differenze insuperabili e scientificamente dimostrabili, ma quando si tratta di relazionarsi, di valutare costi benefici, di esercitare il potere, di raggiungere posizioni di supremazia relativa, di ottenere risultati anche a scapito dei risultati altrui, sono tutti casi in cui il peso delle differenze concrete si riducono parecchio e, viceversa, aumentano di importanza le differenze culturali, quelle che trovano giustificazione in scelte giuridiche e comportamenti ritenuti normali. Le differenze più ingiuste non sono infatti connaturate ai muscoli o al cervello, sono piuttosto consuetudini e tradizioni, le affermazioni che appaiono immediatamente condivisibili ma che analizzate a fondo si rivelano tutt'altro che vere. Sono fenomeni culturali di massa che tendono all'autoconferma, come le previsioni irrazionali sui mercati azionari, come il terrore che la banca fallisca spinge tutti a prelevare i contanti e questo fa fallire davvero la banca che altrimenti non sarebbe fallita, come l'annuncio pubblico di epidemie che poi non avvengono grazie a comportamenti di prevenzione che il panico stesso ha provocato.
Allo stesso modo abbiamo uomini che si conformano all'uomo platonico proposto dalla società in cui vive e la cui ombra viene proiettata nella grotta dell'inconscio collettivo e donne che si aspettano che gli uomini lo facciano. Se un uomo non si adatta sia gli altri uomini che le donne non o considerano vero uomo, se si applica invece gli altri uomini lo considerano adeguato alle aspettative femminili e le donne lo ritengono pietosamente troppo uomo nel modo in cui si perdona una colpa involontaria. Anche se il costo è così alto da indurre un bambino a diffidare e temere un qualsiasi uomo adulto, (e il se stesso maschio che diventerà crescendo, non sto dicendo che diventa gay o violento, e il se stesso femmina da grande continuerà a temere il maschio, non sto dicendo che diventa lesbica o sottomessa). Lo stesso vale per le donne, che altrimenti si rifiuterebbero di pitturarsi la faccia e spaccarsi i piedi sui trampoli, altro che allattamento al seno. E i maschi starebbero a casa a spendere l'assegno di alimenti (per ora l'uomo sta solo cedendo poltrone in politica e nei cda, prima per legge, le quote rosa, come i posti riservati ai disabili, ora per convenienza, come si compra la macchina al figlio per impedire che usi sempre la nostra), è tutto da dimostrare che il casalingo sia un lavoro più pesante del camionista, del muratore, del vaccaro, del minatore, mica tutti hanno un lavoro impiegatizio di tutto riposo, un impiego di concetto si diceva una volta. E poi c'è chi si stupisce che l'istituzione famiglia è andata a ramengo, che non si sposa più nessuno, che i giovani sono confusi e sbandati.
lunedì 19 aprile 2010
Etcium.
Si è aperto un thread sul femminismo. A quanto pare c'è qualcosa che non va, le donne si lamentano, gli uomini pure. Se ci sono bambini mandateli di là a guardare i cartoni alla tv, sto per dire una cosa sessuale. Gli uomini producono liquido seminale in maniera continua, esso si accumula nella prostata e viene sentita a livello fisico l'esigenza di farlo uscire dal corpo. Se non si cede all'impulso il corpo provvede da sé a espellere almeno l'eccedenza. Si possono comporre moltissime differenze fra uomo e donna, ma questa no. L'uomo ha il raffreddore, deve soffiarsi il naso o starnutire, la donna no. Sento parlare spesso della capacità della donna di procreare, ma quasi mai del raffreddore dell'uomo. La donna non sa cosa sia la polluzione e forse è per questo che non capisce cosa significhi, a partire dalla pubertà, essere soggetto a una pressione dall'interno che attiva il desiderio all'accoppiamento per liberare le vie nasali. La donna non può capire cosa significhi scambiare un uomo per un fazzoletto.
Eppure è circondata da donne fazzoletti. Sui poster, in tv, alla radio, nei romanzi, nei film, nei quadri, nelle statue, nei miti. Da sempre. L'archetipo è un uomo che soffre perché a sua insaputa qualcosa dentro di sé gli suggerisce che una donna potrebbe farlo sentire meglio. Fare da sé o con altri uomini sono soluzioni meno appetibili. Anche se di fronte a una donna che è sempre più simile a un uomo e a uomini che sentono più gratificante la condizione femminile diventa difficile capire la differenza tra mano, ano e vagina. Dal latino, vagina significa fodero, e già si capisce che fin da allora la donna era considerata un qualcosa di accessorio dove riporre il gladio tra una battaglia e l'altra. Addirittura certi uomini si rivolgono agli animali da cortile o, peggio, farebbero meglio a suicidarsi, a cuccioli della loro stessa specie. Insomma, c'è in giro un po' di confusione ma alla base c'è comunque la metafora del naso chiuso.
Siamo evoluti, siamo civili, siamo post-moderni, ma se uno toglie la vernice scopre che siamo tali e quali a 4 mila anni fa. L'uomo è disposto a farsi prendere per il naso dalle donne, ma fino a un certo punto. In natura è il maschio che ha le piume colorate, la criniera folta, le corna più vistose, al fine di conquistare l'occasione di procreare. Guardatevi intorno, da noi sono le donne a rendersi vistose. Se il femminismo ha dato alle donne l'opportunità di accedere a tutti i lati negativi dell'essere uomo senza corrispettivo non è stato un affare. Non so chi abbia consigliato le donne quando hanno deciso di protestare, ma secondo me era in malafede. Al posto di combattere perché l'uomo facesse anche qualche cosa da femmina, hanno combattuto per far fare alle donne anche cose da maschi. Personalmente io ho cominciato il matrimonio come uomo con gli attributi che non muoveva un dito in casa e adesso faccio tutto tranne il bucato, adducendo la scusa che non capisco come funziona la lavatrice. L'unica donna furba che c'era in giro l'ho beccata io, che fortuna. Visto che ormai io son fregato tanto vale trascinare giù con me il resto dei maschi là fuori. Donne, il segreto è qui: non chiedete di essere trattate come se aveste anche voi il raffreddore, chiedete che il raffreddore non sia più una scusa per fare i superiori e non dare una mano.
Di sicuro la giurisprudenza non aiuta le donne. Fa finta di privilegiarle quando affida i figli e assegna gli alimenti. In realtà è un messaggio per gli uomini: non datevi da fare per aiutarle, tanto non vedrete più i vostri figli e verrete buttati fuori di casa con lo stipendio dimezzato. Abbiamo uomini che prenotano vacanze esotiche dove andare a soffiarsi il naso e donne che non sanno più che intervento chirurgico fare per riuscire a intrappolare un uomo dopo i 40. Il tutto ruota attorno alla famiglia, che è un'istituzione e non una convivenza formalizzata. Famiglia di cui non si sente più il bisogno. Si divorzia senza motivi seri, per noia. Si abortisce senza motivi seri, ancora minorenni, come forma di contraccezione. Siamo tornati alla libertà degli animali e ci stiamo accorgendo che non è così bello come ci sembrava. Morire soli soletti, un giorno, vecchi derelitti in un letto d'ospedale, non è così male se sei un animale e non sai nemmeno cosa sia una famiglia.
Eppure è circondata da donne fazzoletti. Sui poster, in tv, alla radio, nei romanzi, nei film, nei quadri, nelle statue, nei miti. Da sempre. L'archetipo è un uomo che soffre perché a sua insaputa qualcosa dentro di sé gli suggerisce che una donna potrebbe farlo sentire meglio. Fare da sé o con altri uomini sono soluzioni meno appetibili. Anche se di fronte a una donna che è sempre più simile a un uomo e a uomini che sentono più gratificante la condizione femminile diventa difficile capire la differenza tra mano, ano e vagina. Dal latino, vagina significa fodero, e già si capisce che fin da allora la donna era considerata un qualcosa di accessorio dove riporre il gladio tra una battaglia e l'altra. Addirittura certi uomini si rivolgono agli animali da cortile o, peggio, farebbero meglio a suicidarsi, a cuccioli della loro stessa specie. Insomma, c'è in giro un po' di confusione ma alla base c'è comunque la metafora del naso chiuso.
Siamo evoluti, siamo civili, siamo post-moderni, ma se uno toglie la vernice scopre che siamo tali e quali a 4 mila anni fa. L'uomo è disposto a farsi prendere per il naso dalle donne, ma fino a un certo punto. In natura è il maschio che ha le piume colorate, la criniera folta, le corna più vistose, al fine di conquistare l'occasione di procreare. Guardatevi intorno, da noi sono le donne a rendersi vistose. Se il femminismo ha dato alle donne l'opportunità di accedere a tutti i lati negativi dell'essere uomo senza corrispettivo non è stato un affare. Non so chi abbia consigliato le donne quando hanno deciso di protestare, ma secondo me era in malafede. Al posto di combattere perché l'uomo facesse anche qualche cosa da femmina, hanno combattuto per far fare alle donne anche cose da maschi. Personalmente io ho cominciato il matrimonio come uomo con gli attributi che non muoveva un dito in casa e adesso faccio tutto tranne il bucato, adducendo la scusa che non capisco come funziona la lavatrice. L'unica donna furba che c'era in giro l'ho beccata io, che fortuna. Visto che ormai io son fregato tanto vale trascinare giù con me il resto dei maschi là fuori. Donne, il segreto è qui: non chiedete di essere trattate come se aveste anche voi il raffreddore, chiedete che il raffreddore non sia più una scusa per fare i superiori e non dare una mano.
Di sicuro la giurisprudenza non aiuta le donne. Fa finta di privilegiarle quando affida i figli e assegna gli alimenti. In realtà è un messaggio per gli uomini: non datevi da fare per aiutarle, tanto non vedrete più i vostri figli e verrete buttati fuori di casa con lo stipendio dimezzato. Abbiamo uomini che prenotano vacanze esotiche dove andare a soffiarsi il naso e donne che non sanno più che intervento chirurgico fare per riuscire a intrappolare un uomo dopo i 40. Il tutto ruota attorno alla famiglia, che è un'istituzione e non una convivenza formalizzata. Famiglia di cui non si sente più il bisogno. Si divorzia senza motivi seri, per noia. Si abortisce senza motivi seri, ancora minorenni, come forma di contraccezione. Siamo tornati alla libertà degli animali e ci stiamo accorgendo che non è così bello come ci sembrava. Morire soli soletti, un giorno, vecchi derelitti in un letto d'ospedale, non è così male se sei un animale e non sai nemmeno cosa sia una famiglia.
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